Log in or Create account

FOCUS - Osservatorio di Diritto sanitario

 TAR PUGLIA, Sentenza n. 480/2021, sulla sospensione dei medici per mancato vaccino anti Covid-19

Il TAR respinge l’istanza di sospensione cautelare ex art. 56 c.p.a. della delibera che, in applicazione dell’art. 4, d.l. n. 44/2021, ha comunicato al medico la sospensione dall’esercizio della professione a causa della mancata vaccinazione anti COVID-19

TAR Puglia, Lecce, sez. II, decreto 5 agosto 2021, n. 480

Pres. A. pasca – Omissis - (avv. E. Polacco) c. Azienda sanitaria locale di Brindisi e Ordine dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Brindisi, (avv. A. Tolomeo)

Sospensione dall’esercizio della professione – mancata effettuazione vaccino Covid-19 – rigetto istanza cautelare ex art. 56 c.p.a.

La ricorrente chiedeva l’annullamento previa sospensione dell’efficacia della comunicazione della ASL di afferenza e della delibera dell’Ordine dei medici di appartenenza, con cui le veniva disposta e comunicata la sospensione dal servizio senza retribuzione ai sensi del d.l. 44/2021 (convertito nella l. 76/2021).

Il TAR adito, anzitutto, ha evidenziato che gli atti impugnati, essendo la sospensione disposta ex lege, costituiscono “atti di mera comunicazione” e risultano, per tale ragione, diretta conseguenza delle disposizioni legislative in questione e non anche frutto della discrezionalità dell’amministrazione.

In particolare, l’art. 4 del d.l. richiamato «prevede una dettagliata articolazione del solo procedimento volto all’accertamento dei presupposti in fatto (mancato adempimento dell’obbligo di vaccinazione), determinando in via automatica e diretta gli effetti e le conseguenze del mancato adempimento dell’obbligo vaccinale, senza alcuna discrezionalità dell’amministrazione datoriale di riferimento, salvo che con riferimento all’eventuale adibizione del dipendente a diverse mansioni». Tale ultima ipotesi viene poi riservata solo «all’ipotesi di soggetto per il quale sia stata dichiarata ed accertata l’esenzione o il differimento della vaccinazione, ipotesi del tutto differente da quella in esame, in quanto caratterizzata da atteggiamento di leale collaborazione da parte del dipendente».

Considerato poi che:

- (…) «la ricorrente ha invece tenuto una condotta dilatoria e certamente non collaborativa, tale da precludere all’amministrazione la possibilità di accertare eventuali situazioni non compatibili con l’obbligo vaccinale»;

- (…) «l’Amministrazione ha espressamente valutato la possibilità di ricollocazione lavorativa della ricorrente con adibizione della stessa ad altre e diverse mansioni non comportanti contatti con gli utenti e con restante personale sanitario, concludendo in senso negativo con una motivazione condivisibile e supportata da adeguata istruttoria»;

- (…) «è comunque in facoltà della ricorrente conseguire la cessazione di tutti i lamentati effetti pregiudizievoli adempiendo all’obbligo vaccinale, adempimento espressamente previsto dalla legge come presupposto necessario ed imprescindibile per l’esercizio della professione», ex art. 4 comma 1 del d.l. citato;

- (…) «entro i limiti decisionali connessi alla presente fase cautelare monocratica -nel giudizio di bilanciamento dei contrapposti interessi, la posizione della ricorrente e il diritto dell’individuo, sotto i vari profili evidenziati, debbono ritenersi decisamente recessivi rispetto all’interesse pubblico sotteso alla normativa di cui trattasi, nel contesto emergenziale legato al rischio di diffusione della pandemia da COVID-19, che deve costituire il parametro di lettura della normativa medesima».

Per tali ragioni, il TAR adito ha rigettato la richiesta di misure cautelari monocratiche ex art. 56 c.p.a.

A.C.



Execution time: 25 ms - Your address is 54.227.97.219
Software Tour Operator